Transvulcania, la bella tra le belle

Transvulcania_frosty
Sabato mattina alle 6 ora locale prenderà il via l’edizione 2016 della Transvulcania, prima prova del circuito delle World Series di sky running, categoria ULTRA.

Il vento soffierà impetuoso sulla spiaggia di Fuencaliente, isola di La Palma, perla dell’arcipelago canario, la notte sarà illuminata dalla luce del magnifico faro e dalle frontali dei numerosi atleti. La musica sarà sparata ad un volume irreale, tanto da sembrare più un rave party che la partenza di un’ultra, interrotta solo dalle interviste del mitico Depa, storico speaker della prova, ai vari big che mano a mano prenderanno il loro posto sulla linea di partenza.

Infine il countdown in inglese e spagnolo, quindi lo start.

Il percorso sale da Fuencaliente a Canarios, poi al rifugio del Pilar, quindi ai 2400 metri del Roque de los Muchachos, cima Coppi della gara. Il pubblico affolla ogni singolo paesino attraversato dalla prova creando un’atmosfera unica, l’isola in quei giorni vive di trail! Il tracciato è duro, non fa sconti, ma concede attimi di bellezza che tolgono il fiato, ad esempio quando, uscendo dalla linea della vegetazione, i trailers verranno sorpresi dalla vista dell’oceano alle prime luci del mattino. I sentieri sono di sabbia e roccia nera, vulcanica, un lungo tratto si corre sopra ai 2000 metri, la quota ti toglie il fiato e le pietre nere che attirano i raggi del sole ti cuociono come in un forno. Ma non finisce qui, dal Roque infatti parte una discesa di 2400 metri di dislivello non stop, tanto più tecnica quanto più ci si avvicina al mare, infine, coi quadricipiti ormai in fiamme, l’ultima salita dentro ad un canyon prosciugato, dal porto di Tazacorte fino a quella sorta di delirio collettivo, anche conosciuto come arrivo della gara a Los Llanos de Aridane.
transvulcania

I FAVORITI (hombres). Tutti contro Luis Alberto Hernando

Lo spagnolo team Adidas, già due volte vincitore della prova, se la vedrà coi francesi Benoit Cori, Aurelien Collet (che sembra amare queste latitudini visto che si è fatto più di mezza Transgrancanaria in fuga solitaria) e Sylvain Court, campione mondiale IAU. Ma il rivale più temibile sarà Sage Canaday, l’americano che torna alle ultra dopo un anno passato a correre su strada. Non teme la quota (vive a Boulder), è già salito sul podio due volte e ha la capacità come nessuno di far esplodere la corsa nel tratto corribile dopo il Rifugio El Pilar. Negli anni passati si è sempre visto superare nella lunga discesa dai vari Kilian ed Hernando, ma secondo noi quest’anno potrebbe fare il botto. Da segnalare anche la presenza degli italiani Fulvio Dapit, fresco top ten a Madeira, e Marco Zanchi, vincitore dell’Orobie Ultra Trail 2015.

(mujeres) Annina verso il tris?

La bella neozelandese Anna Frost sembra proiettata verso un fantastico tris, visto che gli anni pari le portano bene (ha vinto qui nel 2012 e 2014). La Frosty conosce l’isola palmo a palmo visto che ci trascorre più o meno un mese ogni anno, ma non mancheranno le rivali di spessore, a partire dalla seconda della passata stagione, Anna Comet Pascua, passando per la basca Uxue Fraile, fino ad arrivare all’astro nascente del trail mondiale, la nepalese Mira Rai, reduce dal secondo posto ottenuto nella classica inglese del fell-running, la Three Peaks, nella regione dello Yorkshire.

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