Hermansen e Chaverot sovrani a Gran Canaria

hermansen
Prima gara europea dell’Ultra Trail World Tour e subito grande spettacolo nella Transgrancanaria andata in scena a partire dalle 23 di venerdì sera.

La gara che attraversa tutta quanta la più grande delle isole Canarie è una delle più dure e prestigiose dell’intero World Tour e anche una delle più ricche di fascino. I km sono 125, la partenza avviene a Nord, in una parte dell’isola fredda, piovosa e ventosa. Ci sono tante salite e discese, anche terreno tecnico, ma quando si scollina al Pico Nieves, verso il 90esimo km, lo scenario cambia completamente. Da lì solo caldo, clima desertico, temperature alle stelle: un paio di discese che fanno male per davvero e poi tanti tanti settori corribili fino ad arrivare alla spiaggia di Maspalomas. Un mix tra skyrace e corsa su strada, gara con clima alpino e Marathon des Sables, premia solo gli atleti più forti e completi del circuito.

Tra le donne la corse perde molto presto la sua più grande favorita e plurivincitrice Nuria Picas. L’atleta catalana, infatti, soffre per problemi muscolari allo psoas ed è costretta ad alzare bandiera bianca intorno al 40°. Priva della sua principale avversaria, Caroline Chaverot si invola in solitaria e continua ad allargare il gap nei confronti delle sue avversarie. Momenti di debolezza pari a zero per l’atleta del team Hoka, che vince con più di un’ora di vantaggio, fa il record della corsa e si piazza 16° assoluta. Nel basket si direbbe MVP di giornata Caroline, davvero fantastica. Alle sue spalle, invece, grande battaglia per il secondo posto tra la svizzera Andrea Huser e la basca Uxue Fraile. Alla fine è proprio la svizzera a chiudere seconda, mentre Uxue, una delle atlete più costanti del circuito, si deve accontentare del terzo gradino del podio. Valanga di ritiri tra le big: detto di Picas, stesso destino colpisce Lisetta Borzani (ahi..), Emilie Lecomte e Manu Villaseca.

Gara molto più combattuta tra gli uomini, con tanti ribaltamenti di fronte. A menare le danze fino a Teror è il francese che non ti aspetti, Aurélien Collet, team Hoka, che parte a missile e si spara metà gara solo al comando. Ma inseguitori più blasonati di lui lo braccano: Grinius, vincitore l’anno scorso, Hermansen (nella foto), secondo nel 2015 e poi primo alla LUT, Buud, campione del mondo sulla 100km su strada, oltre a Pau Capell from Spain e Diego Pazos from Switzerland. Collet lotta fino all’attacco della salita a Pico Nieves ma poi scoppia letteralmente (chiuderà 19°) e – complice una caduta a dieci dalla fine – deve lasciare strada ai suoi rivali. Alla fine è proprio il norvegese Hermansen, team Asics, ad imporsi, relegando il lituano Grinius (team Vibram) al secondo posto. Terzi a pari merito Capell e Pazos, quinto il britannico Symonds, sesto Buud, settimo Chorier, autore di una gara estremamente solida e di costanza, quindi Zlabis, Dominguez e Gamito. Da segnalare anche il 13° posto di Seb Chaigneau, ex vincitore di questa gara, che torna a farsi vedere ai piani alti dopo un paio di stagioni in cui ha dovuto affrontare svariati problemi fisici. Un bravo anche ad un paio di atleti azzurri: Marco Zanchi 21° e Giulio Ornati 23°.

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