Krupicka, obiettivo Utmb

krupicka
Le settimane da 200 miglia di allenamento che faceva in gioventù (sono più di 330 km e in montagna), le corse a piedi nudi, le esaltanti vittorie e i ricorrenti infortuni, la folta chioma e l’outfit minimalista: sono tanti i motivi per cui Anton “Tony” Krupicka è famoso nel piccolo mondo (ma in vorticosa espansione) del trail running.

Nel 2006, appena ventitreenne, si impose nella mitica Leadville 100 (“corsetta” di 160 km sulle montagne de Colorado a qualcosa come 3000 metri di altezza media), nel 2007 concesse il bis distruggendo il record della gara. L’era moderna del trail running credo cominci proprio da lì. Da lì e da quell’UTMB 2009 dove un giovane catalano conosciuto solo come sci alpinista e specialista delle sky race di 20-30 km decise di buttare giù dal trono mostri sacri come Marco Olmo e Dawa Sherpa. Il nome del giovane era Kilian Jornet Burgada, per gli amici semplicemente Kiki, e da allora le due K del trail (Kilian e Krupicka) si sono consacrate ai vertici assoluti della disciplina, specialmente a livello di popolarità tra i fan.

Ma il seguito che Tony riceve non dipende solo dai successi nella corsa e dall’aspetto selvaggio che tanto piace, specie al gentil sesso. Laureato in filosofia, Anton è infatti anche un eccellente narratore e nel suo blog (http://antonkrupicka.com/blog/) potete trovare tanto i racconti delle sue gare ed in generale delle avventure in montagna, quanto commenti a libri, film, canzoni. Da Proust alle montagne del Colorado, passando attraverso il rock indipendente e la letteratura a stelle e strisce, vi si può trovare davvero di tutto, a testimoniare l’estrema poliedricità di questo grande atleta e il suo approccio realmente vario allo sport, alla montagna e all’esistenza in generale.

Proprio per queste sue qualità, il quotidiano sportivo francese “L’équipe” ha deciso di realizzare un servizio speciale su di lui, dal titolo emblematico di “Anton Krupicka, l’Ultra Puro” (http://www.lequipe.fr/explore-video/anton-krupicka-ultra-pur/) e all’indomani della sua ultima grande vittoria, la Lavaredo 2014, il suo sponsor di allora (New Balance) decise di affittare una pagina della Gazzetta dello sport per ringraziarlo della sua impresa.

Notizia di pochi giorni fa, l’ultra runner statunitense è tornato da quest’anno a “correre italiano”, annunciando il suo ingresso nel Team La Sportiva, dove già aveva militato alcuni anni fa. Siamo convinti che coi nuovi colori dell’azienda di Ziano di Fiemme, Tony saprà regalarci nuove emozioni e per questo siamo felicissimi di aprire la nostra avventura editoriale con una sua intervista esclusiva.

Hai ancora le scarpe da corsa nella credenza della cucina? (ci riferiamo a un video molto popolare in cui ha aperto casa sua alla telecamere e c’erano scarpe da trail praticamente in ogni dove, ndr)

“Sì, ho un piccolo appartamento e tante tante scarpe”.

Che scarpe La Sportiva userai quest’anno? Noi siamo fan di Bushido e Mutant!

“Dipende dal tipo di corsa, ma indosso soprattutto le Mutant e occasionalmente le Bushido e le Helios SR”.

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2016 e qual è la gara che si deve correre, secondo te, almeno una volta nella vita?

“Riguardo alle gare, la più importante dell’anno sarà l’UTMB in agosto. Direi anche che l’UTMB è la gara da fare almeno una volta”.

Pensi che tornerai a gareggiare in Italia?

“E’ certamente possibile, ma ho un sacco di cose che vorrei fare sulle montagne, così non è facile far entrare tutto nella mia programmazione”.

In quale gara abbiamo visto il miglior Anton Krupicka e in quale credi che avresti potuto fare meglio?

“Credo che una delle mie migliori sia stata la Western States 2010. Mi sentivo bene e ho dato del mio meglio ma alla fine semplicemente non è stato abbastanza (giunse secondo dietro a Geoff Roes ma davanti a un certo Kilian Jornet, in quella che a ragione è considerata la più avvincente gara trail della storia, ndr). La maggior parte delle mie gare sarebbe potuta andare meglio in qualche modo, quindi sceglierne solo una  è impossibile…”

Come trovi il tuo equilibrio quando ti avvicini a una gara importante?

“Nelle settimane che precedono la gara mi assicuro di fare allenamenti specifici che simulino il tipo di percorso che dovrò affrontare”.

Molti runner sono ossessionati dalla nutrizione. Come ti comporti a riguardo?

“Non ho regole. Finché mangi tutti i tipi di cibo con moderazione credo che sia tutto ok”.

Come ti senti dopo l’operazione all’ernia e quando pensi che potrai ricominciare a correre? Quanto peso hanno avuto gli infortuni sulla tua carriera?

“Mi sento alla grande dopo l’operazione e nelle ultime due settimane ho ripreso a correre. Gli infortuni hanno effettivamente influenzato la mia carriera, ma ora mi assicuro di alternare le attività – corsa, bici, arrampicata, sci – al fine di variare il lavoro muscolare e nella speranza di sentirmi bene. Ora non corro più di tre o quattro volte a settimana”.

Tra gli appassionati sei famoso per i grandi volumi di allenamento basato sulla corsa che hai fatto in passato, poi hai incominciato ad alternare la corsa ad altre attività, come ciclismo, skimo e arrampicata. Sei stato obbligato dagli infortuni oppure è stata una scelta?

“Entrambe le cose. Gli infortuni credo che mi abbiano aperto gli occhi sul valore e la bellezza di queste altre attività, che oggi, anche quando mi sento bene, continuo a praticare semplicemente perché le trovo gratificanti”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...